Come raggiungere le Zero emissioni?

Il World Resources Institute riflette sui dati climatici e sugli importanti impegni presi alla Cop26

Caldo record ed eventi estremi: il 2021 appena trascorso ha portato dati allarmanti che confermano il veloce avanzare del cambiamento climatico.
Gli ulti 7 anni, infatti, sono stati i più caldi di sempre, con concentrazioni di CO2 e metano in atmosfera in continua crescita, ondate di calore, uragani di incredibile intensità ed inondazioni che hanno portato, su scala mondiale, ad arrivare ad oltre 280 miliardi di dollari di danni.

E la risalita dei consumi in termini di combustibili fossili ha portato addirittura a stimare (fonte Iea) che entro quest’anno la richiesta totale di petrolio supererà i livelli pre-Covid19, stanziandosi a 99,7 milioni di barili al giorno di domanda.
Cop26 a novembre, ha però visto ben 80 paesi impegnarsi concretamente nell’azzeramento delle emissioni nette di CO2 entro il 2050 e tra questi colossi come Cina, Ue, Stati Uniti e India.

Si chiamano traguardi net-zero e il World Resources Institute (WRI) ha fatto il punto della situazione a gennaio 2022 per capire a che punto siamo, dati alla mano, per limitare di quel 1,5-2 gradi il surriscaldamento terrestre, come previsto dagli accordi di Parigi.
In particolare, per raggiungere lo zero netto di CO2, non è sufficiente ridurre le emissioni dovute ad attività umane, ma anche compensare le emissioni residue rimuovendo la CO2 rilasciata in atmosfera, per esempio attraverso interventi di riforestazione o l’utilizzo di tecnologie DAC che possano “succhiare” anidride carbonica.
Per bloccare l’aumento di temperatura a +1,5 °C entro fine secolo, a paragone ad esempio con l’epoca preindustriale, è  necessario mettere in piedi un sistema energetico-economico a zero emissioni nette di CO2 tra 2044 e 2052, e le emissioni totali degli altri gas serra, tra cui metano, ossidi di azoto e gas fluorurati, dovrebbero scendere a zero nel 2063-2068.

Inoltre, nell’ottica di limitare il global warming a +2 °C tutti gli obiettivi climatici dovrebbero essere anticipati in termini di deadline. Secondo recenti dati Unep, è ancora ampio il gap tra cose da fare e cose attualmente in atto o in programma, concretamente parlando, tanto che molti Paesi hanno previsto di aumentare persino la produzione di gas, carbone e petrolio al 2030, anziché ridurla: per il WRI è doveroso tagliare le emissioni con azioni in differenti ambiti parallelamente, da concreti investimenti in fonti rinnovabili alla mobilità elettrica, dalla diminuzione degli sprechi al ripristino degli ecosistemi, fino al rendere sempre più efficienti gli edifici.  

[ssba]