La nuova Direttiva europea EPBD IV (2024/1275) segna un cambio di paradigma per il settore AEC: non si parla più solo di efficienza energetica, ma di edifici come sistemi integrati, digitali e decarbonizzati.
L’obiettivo è chiaro: zero emissioni per i nuovi edifici entro il 2030 e completa decarbonizzazione del patrimonio edilizio al 2050. Questo comporta un’accelerazione sia sul fronte della riqualificazione dell’esistente sia sull’adozione di tecnologie avanzate.
Smart building: da opzione a requisito
La direttiva rende centrale il ruolo delle tecnologie digitali. Sistemi BACS, sensoristica IoT e piattaforme di gestione diventano elementi chiave per ottimizzare i consumi, gestire dinamicamente gli impianti e migliorare comfort e prestazioni
Per progettisti e system integrator, lo smart building diventa un requisito normativo, non più un plus.
Tra le novità più rilevanti c’è il Digital Building Logbook, un registro digitale che raccoglie dati energetici, impiantistici e gestionali.
Questo strumento abilita una gestione data-driven dell’edificio e favorisce integrazione tra BIM, IoT e digital twin.
Impatti sulla progettazione
L’EPBD IV impone un approccio sistemico:
- integrazione tra involucro e impianti
- uso esteso di rinnovabili
- controllo intelligente e predittivo
Il progettista evolve così in un coordinatore di sistemi complessi, con competenze trasversali tra energia, ICT e automazione.
La sfida del costruito
Il vero banco di prova resta il patrimonio esistente. La direttiva spinge verso retrofit su larga scala, aprendo opportunità per soluzioni smart, modelli ESCo e servizi energetici avanzati.
Più che una norma, la EPBD IV è un driver di innovazione per tutta la filiera. Richiede nuove competenze, nuovi strumenti e una forte integrazione tra discipline.
In questo contesto, Smart Building Levante rappresenterà un’occasione concreta per confrontarsi su tecnologie, casi applicativi e scenari normativi, contribuendo a tradurre la direttiva in pratica progettuale.