Sportello unico per gli investitori, formazione sempre più vicina alle esigenze delle imprese e una maggiore apertura ai mercati internazionali: la Regione Puglia punta a consolidare un ecosistema capace di trasformare innovazione e crescita in sviluppo e occupazione qualificata
Attrarre nuovi investimenti e, allo stesso tempo, creare le condizioni perché i talenti possano restare e costruire il proprio futuro professionale sul territorio. È questa la strategia delineata a Bari, in occasione della Fiera del Levante 2026, durante l’incontro “Hub Puglia – Trattenere i talenti, attrarre gli investimenti”, promosso dalla Regione Puglia e dedicato alla costruzione di un ecosistema sempre più integrato tra imprese, università, ricerca, formazione e istituzioni.
Il punto di partenza è rappresentato da alcuni indicatori significativi. Il PIL regionale ha raggiunto nel 2024 gli 83,169 miliardi di euro, con una crescita del 9,3% rispetto al 2015. Nei primi sei mesi del 2026 le esportazioni sono aumentate del 15,2%, mentre nel secondo trimestre dell’anno il tasso di occupazione ha raggiunto il 52,5%, con 16 mila occupati in più rispetto allo stesso periodo del 2025. Importante, per una regione che punta sull’innovazione, anche l’incremento del 12,9% della spesa in ricerca e sviluppo registrato nel 2024.
Numeri positivi che, secondo la Regione, devono però trasformarsi in una crescita strutturale, soprattutto guardando alla progressiva conclusione del ciclo di investimenti legato al PNRR e ai fondi di coesione.
Da qui una strategia articolata su più fronti. Tra le principali novità figura la prevista creazione di una struttura regionale dedicata all’attrazione degli investimenti, pensata come un vero e proprio “one stop shop”: un unico interlocutore in grado di accompagnare le imprese nei percorsi di insediamento, semplificando i passaggi amministrativi e riducendo tempi e frammentazione burocratica. A questo si affiancherà il rafforzamento della promozione internazionale del sistema produttivo pugliese e un maggiore coordinamento delle politiche di internazionalizzazione.
Altro elemento centrale è quello delle competenze. La formazione professionale dovrà essere sempre più collegata alle reali opportunità occupazionali espresse dai territori. È previsto l’aggiornamento sperimentale del Repertorio delle figure professionali e, dal 2027, l’introduzione di un sistema di rating dei corsi basato anche sulla loro capacità di generare occupazione. Fino alla fine del 2026 sono stati stanziati per la formazione 11 milioni di euro.
Un passaggio particolarmente significativo anche per la filiera dello smart building e per i processi di transizione digitale ed energetica, temi centrali per Smart Building Levante. Attrarre investimenti ad alto contenuto tecnologico richiede infatti, parallelamente, un mercato del lavoro capace di mettere a disposizione competenze adeguate: tecnici, progettisti, installatori specializzati, professionisti ICT e figure in grado di operare nell’integrazione tra energia, reti e sistemi digitali.
Non a caso, tra i tavoli di approfondimento dell’iniziativa hanno trovato spazio temi come intelligenza artificiale e transizione digitale, ricerca e impresa, filiere e nuovi mercati, grandi progetti e attrazione degli investimenti.
La sfida è dunque non soltanto sostenere la crescita della Puglia, ma migliorarne progressivamente la qualità, trasformando innovazione, infrastrutture, investimenti e formazione in occupazione stabile e ad alto valore aggiunto. Una prospettiva particolarmente importante per il Mezzogiorno e per una regione che punta a diventare sempre più attrattiva per imprese, competenze e nuove professionalità.
