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Transizione energetica e città nel Sud Italia: Bari come laboratorio urbano

By 9 Aprile 2026No Comments

La transizione energetica rappresenta una delle principali sfide – ma anche opportunità – per le città italiane. Nel Mezzogiorno, tuttavia, questa trasformazione assume caratteristiche specifiche: da un lato un enorme potenziale di sviluppo delle energie rinnovabili, dall’altro fragilità infrastrutturali e socioeconomiche che rischiano di rallentarne l’attuazione.
In questo scenario, alcune città del Sud possono diventare veri e propri laboratori urbani della transizione energetica. Tra queste, Bari rappresenta un caso emblematico.

Il potenziale energetico del Sud Italia

Il Mezzogiorno concentra una quota significativa delle risorse naturali necessarie per accelerare la decarbonizzazione del sistema energetico nazionale. Irraggiamento solare, disponibilità di aree per impianti eolici e fotovoltaici e presenza di porti strategici rendono il Sud un territorio chiave per lo sviluppo delle rinnovabili.
Secondo il GSE, oltre il 40% della potenza fotovoltaica installata in Italia si concentra nelle regioni meridionali, con Puglia, Sicilia e Campania tra le regioni più rilevanti per capacità produttiva.

La Puglia, in particolare, rappresenta uno dei principali hub energetici del Paese: già oggi è tra le regioni con la maggiore produzione di energia da fonti rinnovabili e dispone di condizioni climatiche tra le più favorevoli per lo sviluppo del fotovoltaico su scala urbana e territoriale.
Nonostante questo potenziale, il Mezzogiorno sconta ritardi nella diffusione delle infrastrutture energetiche, nella modernizzazione del patrimonio edilizio e nella capacità amministrativa di gestire progetti complessi di transizione.

Le città rappresentano uno dei livelli decisivi per la trasformazione energetica

Secondo la Commissione Europea, le aree urbane sono responsabili di circa il 70% delle emissioni di CO₂ e di oltre il 65% del consumo energetico complessivo.
Intervenire sulle città significa quindi agire su tre fronti principali: riqualificazione energetica degli edifici, sviluppo di comunità energetiche rinnovabili e integrazione tra pianificazione urbana e strategie climatiche.
Nel Mezzogiorno questo processo è particolarmente rilevante perché il patrimonio edilizio è mediamente più datato e caratterizzato da minori livelli di efficienza energetica rispetto ad altre aree del Paese.

Il mercato nel Mezzogiorno: i dati CRESME

Negli ultimi anni il settore delle costruzioni nel Sud Italia ha registrato una crescita significativa, trainata anche dagli incentivi per la riqualificazione edilizia.
Secondo l’analisi del CRESME, partner scientifico di MIBA – Milan International Building Alliance, nel 2025 il valore della produzione del mercato delle costruzioni nel Mezzogiorno ha superato i 90 miliardi di euro, pari a circa un terzo dell’intero mercato nazionale.
La Puglia rappresenta una delle regioni più dinamiche del settore, con un mercato delle costruzioni che vale circa 18 miliardi di euro.

L’analisi evidenzia una crescita significativa delle compravendite immobiliari: rispetto al 2019, le transazioni in Puglia sono aumentate del 32%, contro una media nazionale del 27%. Nei capoluoghi pugliesi l’incremento ha raggiunto il +38%, segnalando una forte domanda urbana.
Questo dinamismo apre opportunità importanti per la riqualificazione energetica del patrimonio edilizio.
Tuttavia, secondo il CRESME, il settore oggi deve confrontarsi con il progressivo esaurimento delle risorse del PNRR, che potrebbe ridurre la capacità di investimento dei comuni. Un ulteriore elemento di incertezza riguarda il futuro degli incentivi fiscali per la riqualificazione e l’efficientamento energetico degli edifici, strumenti che negli ultimi anni hanno sostenuto gran parte degli interventi.
Per questo motivo, il tema dell’abitare e della rigenerazione energetica delle città diventerà centrale nel mercato immobiliare del Mezzogiorno nei prossimi anni.

Bari: laboratorio di transizione energetica urbana

In questo contesto, Bari rappresenta un caso interessante per osservare come le città del Sud possano affrontare la transizione energetica.
Il capoluogo pugliese presenta alcune caratteristiche che lo rendono un possibile laboratorio urbano: offre un patrimonio edilizio ampio e in parte energivoro, una crescita significativa del mercato immobiliare, condizioni climatiche ideali per la diffusione del fotovoltaico urbano e assume un ruolo strategico nel sistema portuale e logistico del Mediterraneo.

Il Mezzogiorno dispone di condizioni naturali favorevoli e di un mercato edilizio dinamico che potrebbe accelerare la transizione energetica.La vera sfida riguarda la capacità di trasformare questo potenziale in politiche urbane strutturali e investimenti stabili, soprattutto in un contesto in cui le risorse straordinarie del PNRR si avviano verso la conclusione.
Se adeguatamente supportate da politiche pubbliche e strategie territoriali, città come Bari potrebbero diventare modelli di transizione energetica urbana per l’intero Mezzogiorno.