Nel Mediterraneo la transizione energetica corre a velocità diverse, ma c’è un elemento che accomuna molte città e territori delle due sponde: la crescita della povertà energetica. Un fenomeno che non riguarda soltanto l’aumento delle bollette, ma l’impossibilità per milioni di persone di accedere a servizi energetici essenziali, dal riscaldamento al raffrescamento, fino all’illuminazione e all’utilizzo quotidiano degli elettrodomestici.
Negli ultimi anni il tema è diventato centrale soprattutto nei Paesi dell’Europa meridionale, dove crisi economica, inflazione e aumento dei costi dell’energia hanno colpito famiglie già vulnerabili. In Italia, Spagna e Grecia il peso delle spese energetiche sui redditi familiari è cresciuto sensibilmente, mentre nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo la situazione è resa ancora più complessa da infrastrutture energetiche fragili, crescita demografica e cambiamenti climatici.
La povertà energetica nel Mediterraneo ha infatti una caratteristica particolare: riguarda sia il freddo sia il caldo
Se in passato il problema era legato soprattutto all’impossibilità di riscaldare adeguatamente le abitazioni in inverno, oggi le ondate di calore sempre più intense rendono difficile anche raffrescare le case durante l’estate. Nelle aree urbane più dense, spesso caratterizzate da edifici vecchi e poco efficienti, molte famiglie si trovano costrette a scegliere tra comfort termico e sostenibilità economica.
Le conseguenze non sono soltanto sociali, ma anche sanitarie e ambientali
Vivere in abitazioni non adeguate aumenta i rischi per la salute, soprattutto per anziani e bambini, mentre il ricorso a sistemi di riscaldamento o raffrescamento inefficienti contribuisce ad aumentare consumi ed emissioni. Per questo la lotta alla povertà energetica è diventata una delle sfide centrali delle politiche urbane e climatiche europee.
Nel Mediterraneo stanno nascendo diverse iniziative orientate a un approccio integrato: riqualificazione energetica degli edifici popolari, comunità energetiche, incentivi per il fotovoltaico domestico e strumenti digitali per monitorare i consumi. Le città giocano un ruolo decisivo, perché è proprio nei contesti urbani che si concentrano le maggiori vulnerabilità ma anche le opportunità di innovazione.
Affrontare la povertà energetica significa quindi non solo ridurre le disuguaglianze, ma ripensare il modello di sviluppo delle città mediterranee. Una sfida che intreccia sostenibilità, inclusione sociale e diritto all’energia, destinata a diventare sempre più strategica nei prossimi anni.